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Tuesday, March 3, 2015

I Limiti dello Sviluppo 40 anni dopo





Dopo quattro decenni dalla sua pubblicazione, le predizioni di "Limits to Growth" (ed. it. "I limiti dello sviluppo", Mondadori, 1972) son state confermate da una nuova ricerca australiana. Il collasso planetario è vicino


di Graham Turner e Cathy Alexander

Il libro, uscito nel 1972, prediceva che la nostra civiltà sarebbe crollata entro questo presente secolo. È stato criticato come una fantasia da profeti di sciagure fin dal giorno della sua pubblicazione. 

Nel 2002 l'auto-proclamato "esperto di ambiente" Bjorn Lomborg l'aveva consegnato al "bidone rifiuti della Storia”.

E invece no. Studi recenti dell'Università di Melbourne riportano che le previsioni del libro a 40 anni di distanza erano e sono accurate

Il libro era stato ordinato da un serbatoio di cervelloni chiamato Club di Roma. Dei ricercatori del Massachusetts Institute of Technology avevano fabbricato sotto la guida dei coniugi Donella e Dennis Meadows un modello computerizzato che rapportasse economia ed ambiente planetari, programma detto World3, avanzatissimo e rivoluzionario.

Fu un compito ambizioso. Quella squadra doveva seguire l'industrializzazione, la crescita di popolazione, l'alimentazione, l'uso e consumo di risorse e infine l'inquinamento di ogni tipo.

Essi raccolsero dati fino al 1970, per poi elaborare una serie di scenari possibili databili fino al 2100, variegati a seconda di come e quanto l'umanità avesse preso provvedimenti seri nei confronti del consumo di risorse e dell'inquinamento. Se questi provvedimenti non fossero avvenuti, il modello prediceva "superamento dei limiti e crollo" in termini di economia, ambiente e sovrappopolazione entro il 2070. 

Tale scenario fu chiamato "business-as-usual" in pratica, se tutto procede come al solito. Il nocciolo centrale del libro, criticatissimo sin dall'inizio, era che la Terra è un sistema finito, limitato, e che quindi una crescita all'infinito di popolazione, beni di consumo eccetera, avrebbe per forza portato ad un crollo generalizzato.

Avevano ragione? 40 anni dopo, si è provato a riesaminare quello scenario. Il dr. Graham Turner ha raccolto dati dall'ONU (nei suoi dipartimenti di affari economici e sociali, all'Unesco, all'organizzazione per cibo e agricoltura ed all'annuario ONU di statistica). Inoltre si è informato presso l'amministrazione USA sui dati oceanici ed atmosferici, la BP statistical review, ed anche altrove. Ha poi confrontato i dati con a quelli di Limiti della Crescita.

Ciò che ne è venuto fuori è che il mondo reale attuale sta percorrendo un binario assai simile a quello detto "business-as-usual" del libro, e non con altre proiezioni.

Come spiegavano nel '72 i ricercatori, la crescita della popolazione e della domanda di beni materiali e ricchezza avrebbe necessariamente condotto a iper-produzione ed inquinamento

Difatti le risorse planetarie stanno venendo consumate con rapidità, cresce l'inquinamento, la produzione industriale ed i consumi alimentari pro capite. Infine la popolazione cresce ancora rapidamente.

Finora dunque, Limiti alla Crescita combacia con la realtà. E adesso?

Secondo il libro, continuare a far crescere la produzione industriale non può che far crescere il consumo di risorse. Però le risorse aumentano di prezzo mentre vengono consumate. 

Col crescere dell'inquinamento ed il calo dell'investimento industriale in agricoltura, si ha un calo di produzione di cibo pro capite. Iniziano i tagli ai servizi come Salute ed Educazione e ciò determina un aumento della mortalità - a partire circa dal 2020. 

Si avrà allora un inizio di decrescita di popolazione dal 2030 al ritmo forse di mezzo miliardo in meno ad ogni decennio. Il tenore di vita calerà a livelli paragonabili a quelli d'inizio sec. XX.

Nel libro sono soprattutto le risorse sempre più limitate a causare il collasso globale, ma si tiene conto pure del danno da inquinamento, incluso il mutamento climatico (le emissioni inquinanti provocano il "riscaldamento atmosferico").

I primi stadi del declino sono già fra noi. La crisi globale del 2007-2008 e la perdurante fase di ristagno potrebbero esser nutrimento per una ricaduta da costrizione delle risorse. La ricerca ossessiva di ricchezza materiale contribuisce a livelli insopportabili di debito, con conseguenti improvvisi aumenti di prezzo per cibo e petrolio che causano fallimenti a catena e la Grande Recessione.

Sicuramente critica sarà la situazione del Peak Oil o Picco del Petrolio.

Molti studiosi indipendenti sono convinti che il petrolio "facile" da estrazione convenzionale abbia già superato il limite di massima produzione, e perfino la conservatrice IEA lancia avvertimenti in merito.

Il Peak Oil potrebbe essere il catalizzatore del collasso globale

La nostra ricerca non indica con assoluta certezza la probabilità di un crollo generalizzato di economia, popolazione mondiale e crisi ambientale, e neppure possiamo proclamare che vi sarà un futuro esattamente delineato come dal MIT nel 1972. 

Però auspichiamo che i risultati della nostra ricerca siano un campanello d'allarme, perchè è estremamente improbabile che la crescita economica riesca a continuare sino al 2100 senza provocar immani disastri, disastri che potrebbero arrivare assai presto.

Ci pare troppo tardi per convincere i politici mondiali e le aristocrazie del denaro a cambiar rotta. Pertanto ci rivolgiamo al resto cioè a tutti noi, dicendo che è giunta l'ora di pensare a proteggerci perchè stiamo correndo verso un futuro molto incerto.


Limits to Growth was right. New research shows we're nearing collapse 2 September 2014



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