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Forse Nibiru esiste davvero: c'è un altro pianeta nel sistema solare

Thursday, June 25, 2015

Red Aurora


Earth is experiencing an ongoing geomagnetic storm that started on June 22, 2015 due to the arrival of an Earth-directed coronal mass ejection, or CME, from a minor flare on June 20, 2015

Problemi per le comunicazioni, qualche timore per gli astronauti ma anche splendide aurore polari. Queste sono state le conseguenze di un picco di attività del Sole. 
Da giovedì a domenica scorsi, infatti, la nostra stella, ha rilasciato nello Spazio una grande quantità di radiazioni e anche una parte della propria atmosfera esterna, producendo quella che si chiama “espulsione di massa coronale”. Si tratta di fenomeni diversi in grado di produrre conseguenze diverse.
A Terra, vista la grande potenza della tempesta, è stato possibile osservare le aurore anche a latitudini molto più basse rispetto al solito. Negli Stati Uniti, per esempio, è stato notato fino ad Iowa ed Alabama, regioni centro meridionali degli Usa.
Le esplosioni di radiazioni e materia solare, tecnicamente, vengono chiamate “flare”. Essendo di natura diversa, posseggono anche velocità diverse: le prime viaggiano alla velocità della luce e impattano principalmente i sistemi di comunicazione mentre la seconda, più lenta e costituita da particelle, soprattutto protoni e neutroni, interagisce con il campo magnetico terrestre
Il fenomeno è stato classificato come “severo” dallo Space Weather Prediction Center dell’americano Noaa (National oceanic and atmospheric administration), dal momento che gli è stato attribuito un valore di quattro (G4) su una scala di cinque. 
La tempesta solare che ci ha coinvolto negli ultimi giorni ha avuto origine da tre flare diversi aventi origine dalla stessa regione del Sole, chiamata 12371. L’episodio è iniziato il 18 giugno per concludersi il 21.
Lo studio di questi fenomeni è molto importante per la sicurezza non solo dei satelliti e dei mezzi di comunicazione ma anche degli astronauti e degli equipaggi di velivoli atmosferici che viaggiano a quote molto alte, sopra i 9000 metri, specialmente su rotte polari. In queste zone la protezione dell’atmosfera vale circa la metà di quanto accade volando intorno all’equatore. Per gli astronauti, dal momento che si trovano al di fuori dell’atmosfera, il problema è particolarmente rilevante: in assenza dell’ombrello protettivo dell’atmosfera potrebbe essere esposti a quantità considerevoli di radiazioni. In occasione delle tempeste solari, quindi, vengono cancellate tutte le “passeggiate spaziali” che li costringerebbero a passare molte ore al di fuori, per esempio, della Stazione spaziale internazionale.
Quest’avamposto umano nello spazio, tuttavia, rappresenta anche un punto di osservazione privilegiato per ammirare dall’alto il fenomeno delle aurore polari. Si tratta della manifestazione ottica dell’interazione tra le particelle cariche espulse dal Sole e il campo magnetico terrestre. Scott Kelly, astronauta della Nasa protagonista della missione One Year in Space, dalla quota di 400 km è riuscito a catturare una foto di una rara aurora rossa. L’immagine, pubblicata anche attraverso i canali social, ha avuto un immediato successo con decine di migliaia di apprezzamenti e condivisioni.
Credits immagine: via International Space Station 

Vedauwoo Recreation Area late Monday night between Cheyenne and Laramie, Wyoming

'Earth is experiencing an ongoing geomagnetic storm that started on June 22, 2015 due to the arrival of an Earth-directed coronal mass ejection, or CME, from a minor flare on June 20, 2015,' said Nasa.

Astronauts at the International Space Station captured incredible images of a rare red aurora caused by the phenomenon. 

Stunning pictures have revealed the effect the three storms had, creating a huge Aurora visible across much of North America.

The three separate solar storms that combined to smash into Earth's atmosphere caused an incredible spectacle across the globe - and in space.

The CME originated at 10:24 p.m. EDT on June 20, 2015. 

'Coronal material exploded from the sun at about 780 miles per second, arriving at Earth at 1:59 p.m. EDT on June 22.'

NOAA rated the resulting geomagnetic storm as G4, or severe. 

A geomagnetic storm happens when the plasma and magnetic fields in a CME interact with Earth’s magnetic field, disturbing the magnetosphere and allowing stored plasma to flow towards the magnetic poles.

The same active region produced two other CMEs in the past few days, which were pushed along by the faster Earth-directed CME from June 20.

As a result of yesterday’s geomagnetic storm, aurora were sighted in several mid-latitude locations, including Virginia, in the United States and in the United Kingdom.

Photographer Christian Begeman says it was 'The most intense aurora I've ever seen' happened in the wee hours of June 23rd, 2015.

It started with a wall of light a little after midnight between Lake Preston and DeSmet, South Dakota, while the moon was still out. Later the lights even rippled directly overhead and I was able to get a shot with both aurora and the Milky Way rising in the southeast. 

'The church is found on the Ingalls Homestead just outside of DeSmet, SD." 


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